Nel B2B il Digital Commerce viene spesso identificato con l’apertura di un sito di vendita, e solo in seguito si scopre che la parte più faticosa è farlo dialogare con il gestionale, il catalogo e la logistica. La vendita online è infatti solo l’esito visibile di un ecosistema più ampio, fatto di dati di prodotto, rete commerciale e agenti, marketing, marketplace e processi operativi.
Le priorità cambiano a seconda della rete di vendita con cui il digitale deve integrarsi: per chi vende solo tramite distributori contano soprattutto i dati di prodotto da condividere con i rivenditori e il controllo su chi vende online i suoi articoli, mentre chi ha una propria rete di agenti ha bisogno di far entrare ordini e conoscenza del cliente nei sistemi, senza che gli agenti vivano il digitale come un concorrente.
La ricerca, realizzata da Casaleggio Associati con il supporto di Boraso, è dedicata alle medie imprese industriali e distributive italiane e propone un modello suddiviso in cinque ambiti: canali, promozione, flussi commerciali, tecnologie e organizzazione. Ciascuno si articola in cinque livelli di maturità, da chi lavora ancora con telefono e carta fino a chi usa l’intelligenza artificiale nei processi. Chi guida un’impresa B2B può così riconoscere dove si trova oggi, qual è il livello adatto al proprio modello di business, oltre il quale non ci sono vantaggi in più, e quali strategie adottare per raggiungerlo.
Cosa troverai nel report: