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Marketplace e nuovi canali di vendita stanno cambiando la gestione degli Ecommerce. Quali sono le principali sfide?

Abbiamo dialogato con Roberto Addeo, Country Head Italy di Base, la piattaforma di gestione e-commerce all-in-one progettata per centralizzare e ottimizzare le operazioni dei venditori online.

Base è Main Partner dell’evento Ecommerce Tech Summit 2026.

La crescita di marketplace, sistemi e canali di vendita sta rendendo più complessa la gestione operativa degli Ecommerce. Quali sono le principali sfide di questa evoluzione?

È un percorso che ho la fortuna di seguire e vivere in prima persona da parecchi anni.
Siamo in una fase in cui sono sempre di più le realtà che si approcciano a una gestione multicanale dell’online, passando da una o due piattaforme a molteplici canali simultanei.

I dati del recente Rapporto Ecommerce Italia 2026 di Casaleggio Associati lo confermano in modo inequivocabile: i primi quattro posti della classifica Top 100 Ecommerce Italia sono tutti occupati da marketplace (Amazon, Temu, Subito ed eBay). Il settore Marketplace nel suo complesso ha raggiunto un fatturato di 17 miliardi di euro con una crescita del 15,7%, la più alta tra tutti i comparti. Non sono più canali opzionali: sono diventati la condizione di base per competere.

Le sfide per i brand e i seller viaggiano oggi su due binari: da un lato ci sono le logiche di business, perché ogni marketplace ha le proprie regole, algoritmi e dinamiche di posizionamento; dall’altro c’è l’enorme scoglio operativo.
Gestire più canali significa interfacciarsi con modelli di logistica differenti, tempistiche di spedizione rigorose, modalità di fatturazione specifiche, complessità tecniche di integrazione e feed di catalogo che richiedono mappature sempre diverse.

Se a questo aggiungiamo che il traffico referral generato dall’AI generativa verso i siti di shopping è cresciuto del 693% in un solo anno (da 6 a 41 milioni di visite mensili, secondo lo stesso rapporto Casaleggio) è evidente che la complessità non farà che aumentare.
Per poter gestire al meglio questa molteplicità di canali, ed evitare di perdere tempo, risorse e marginalità dietro a un’operatività frammentata, serve un sistema capace di orchestrare tutto questo in modo strutturato, riducendo al minimo l’effort operativo per potersi concentrare su ciò che conta davvero: il business.

Base.com riunisce in un’unica piattaforma attività che spesso vengono gestite con software diversi. Quali vantaggi offre questo approccio?

Base.com è il sistema operativo per l’e-commerce e la multicanalità, scelto oggi da oltre 30.000 aziende nel mondo. La piattaforma permette di orchestrare da un unico hub centralizzato l’intero ecosistema di vendita online: oltre 1.700 integrazioni tra marketplace, piattaforme e-commerce, corrieri e sistemi contabili, un PIM per la gestione centralizzata dei cataloghi, un OMS per gli ordini e moduli avanzati per logistica, spedizioni e attività B2B. Il tutto potenziato nativamente dall’intelligenza artificiale.

Ma la caratteristica che ci distingue davvero è la combinazione di completezza e flessibilità.
Base.com è una piattaforma all-in-one, sì, ma anche modulare.
E questa è una differenza sostanziale, perché sappiamo bene che per molte aziende non è pensabile, né sensato ripartire da zero dal punto di vista dell’architettura tecnologica.

In concreto, questo significa che Base.com si adatta alla realtà operativa di ogni cliente, non il contrario. Abbiamo aziende che utilizzano Base nel pieno delle sue funzionalità, come vero hub centrale su cui converge tutto: catalogo, ordini, logistica, canali di vendita.
E abbiamo clienti che per necessità operative o di business mantengono alcuni sistemi centrali al proprio interno come ad esempio un PIM proprietario, un WMS consolidato, un ERP aziendale a cui Base si aggancia nativamente, senza frizioni e senza duplicazioni.
La piattaforma non impone la sostituzione di ciò che funziona già: si integra, completa e potenzia l’infrastruttura esistente.

Questo approccio genera vantaggi molto concreti:

  • risparmio economico: meno software ridondanti significa meno licenze, meno costi di integrazione e manutenzione.
  • tempo: chi gestisce i canali di vendita può operare da un’unica dashboard anziché saltare tra sistemi diversi.
  • rischio operativo: un unico sistema che sincronizza stock, prezzi e cataloghi in tempo reale su tutti i canali azzera le rotture di stock, le mancate sincronizzazioni e gli errori manuali, che sono poi la causa principale di vendite perse e recensioni negative sui marketplace.
  • controllo strategico dei dati: governare la complessità significa anche poterla misurare.
    Con la nostra soluzione Base Analytics, offriamo ai merchant uno strumento nativo per avere sotto controllo le performance di vendita di tutti i canali in un’unica dashboard. Niente più estrazioni manuali o file frammentati.

Infine, c’è un vantaggio strategico che sta emergendo con forza: la nostra funzionalità Base Connect consente di creare reti B2B automatizzate per il dropshipping e lo scambio ordini diretto tra aziende, eliminando scambi manuali di file ed email.
È un elemento che cambia le regole del gioco soprattutto per la filiera distributiva.

Quali segnali indicano che un Ecommerce ha bisogno di evolvere la propria gestione operativa?

Da moltissimi anni porto avanti una narrativa che sintetizzo in un concetto molto semplice: “lo gestisci o lo subisci”.
È un principio che ho visto applicarsi in modo ricorrente a ogni fase dell’evoluzione del commercio digitale.
La prima volta è stato con l’ecommerce proprietario, quando molti brand rifiutavano di aprire un sito di vendita online per paura di entrare in conflitto con i propri canali tradizionali come reti agenti, negozi fisici, rivenditori. Basta guardare dove siamo oggi per capire che quella paura era infondata.

Poi il concetto si è spostato sui marketplace.
Brand anche molto forti, con ecommerce consolidati, che avevano paura di essere presenti su Amazon, eBay o altre piattaforme. Il punto è che non essere presenti direttamente su un marketplace non significa non essere presenti come brand o come prodotto.
In un mercato dove vige il libero commercio, i rivenditori sono liberi di vendere quei prodotti sulle piattaforme marketplace. E spesso lo fanno, a volte con immagini scadenti, descrizioni approssimative e prezzi incontrollati. Questo è esattamente ciò che intendo con “subire” un canale.

Oggi questo concetto è più attuale che mai, e lo è su scala amplificata, come confermano i dati condivisi precedentemente: marketplace dominanti, crescita trasversale in tutti i settori e aumento esponenziale nell’utilizzo dei motori AI.
Il consumatore di domani (anzi, già di oggi) non passa più necessariamente da Google o dal sito del brand: chiede a un assistente AI o va direttamente su un marketplace. Amazon ha ormai superato Google come primo motore di ricerca per chi vuole acquistare un prodotto: l’intenzione di acquisto parte sempre più spesso dai marketplace.
E gli agenti AI lavoreranno su dati strutturati, confrontando cataloghi, prezzi, recensioni e disponibilità in tempo reale. Se i dati del tuo catalogo non sono strutturati, completi, tradotti e distribuiti correttamente su tutti i canali, il tuo prodotto diventa semplicemente invisibile.

Il segnale più chiaro che è ora di evolvere è proprio questo: la consapevolezza di dover passare dal “subire” al “gestire” attivamente ogni vetrina virtuale in cui il brand è presente, con la stessa cura dedicata all’ecommerce proprietario.
I consumatori oggi sono naturalmente multicanale e si aspettano di trovarti ovunque, con la stessa qualità.

Per quali esigenze degli Ecommerce italiani Base.com riesce oggi a generare il maggiore valore?

Se guardo al panorama delle aziende italiane con cui siamo in contatto quotidianamente, c’è una premessa fondamentale da fare: il nostro valore più grande risiede nell’assoluta trasversalità e scalabilità della piattaforma.
Serviamo con la stessa efficacia la piccola o media impresa che sta muovendo i primi passi nella vendita multicanale, fornendole un vero e proprio ecosistema “chiavi in mano” per scalare velocemente, fino ad arrivare alle grandi realtà Enterprise strutturate e complesse.
Per queste ultime, non andiamo a sostituire architetture IT pesanti o ERP legacy, ma ci innestiamo come uno strato di orchestrazione agile che modernizza i processi senza stravolgerli.

Fatta questa premessa sulla nostra capacità di adattarci a qualsiasi dimensione aziendale, queste sono le quattro aree specifiche dove Base.com oggi genera il valore più immediato e misurabile:

  • Orchestrazione multicanale.
    Sempre più aziende italiane vogliono essere presenti su più marketplace (Amazon, eBay, Leroy Merlin, ManoMano, Kaufland, Decathlon e molti altri) ma la complessità operativa le frena.
    Base.com abbatte questa barriera: con un’unica piattaforma gestisci catalogo, ordini, stock e spedizioni su tutti i canali simultaneamente, con sincronizzazione in tempo reale.
    Dal rapporto Ecommerce Italia 2026 di Casaleggio risulta che il 25% delle aziende indica come priorità l’aumento del fatturato e il 17% l’acquisizione di nuovi clienti;
    Questi dati confermano che l’apertura di nuovi canali è oggi la leva di crescita più diretta.
  • Automazione dei contenuti tramite AI.
    Il rapporto Casaleggio 2026 evidenzia che il 19% delle aziende ecommerce italiane utilizza già l’AI per la creazione di contenuti e immagini prodotto, e il 13% per le traduzioni. Sono esattamente le aree dove Base.com eccelle: la nostra AI genera e ottimizza automaticamente titoli, descrizioni, attributi e traduzioni, adattandoli ai requisiti specifici di ogni marketplace. Per un’azienda italiana che vuole vendere cross-border su marketplace europei, questa capacità vale ore di lavoro risparmiate ogni giorno.
    A testimonianza di quanto la tecnologia sia centrale nel nostro DNA, nel 2025 abbiamo ricevuto da OpenAI il riconoscimento “Tokens of Appreciation” per aver superato i 100 miliardi di token elaborati tramite le loro API, un traguardo raggiunto da meno di un centinaio di aziende al mondo.
  • Commercio agentico
    Il rapporto Casaleggio introduce il concetto di Agentic Commerce e lo definisce la rivoluzione più importante dopo i marketplace stessi. In un mondo dove gli agenti AI confrontano cataloghi, prezzi e disponibilità in modo autonomo, la qualità e la struttura dei dati prodotto diventano il principale vantaggio competitivo.
    Base.com, con il suo PIM centralizzato e i feed strutturati verso tutti i canali, posiziona i propri clienti esattamente dove devono essere: con dati leggibili, completi e aggiornati su ogni touchpoint, compresi quelli interrogati dalle AI.
  • Automazione B2B
    È la nostra tappa evolutiva più recente e risponde a un’esigenza che sentiamo fortissima sul mercato italiano, dove la filiera distributiva è ancora largamente basata su processi manuali: ordini via email, cataloghi scambiati in Excel, aggiornamenti di stock comunicati a voce o via WhatsApp.
    Base Connect ribalta questa dinamica.
    In pratica, un produttore o un grossista collega il proprio account Base.com direttamente a quello dei propri rivenditori e da quel momento, i cataloghi si sincronizzano automaticamente (prezzi, disponibilità, schede prodotto, immagini) e gli ordini vengono inoltrati in tempo reale senza alcun intervento manuale.
    Il retailer vende online, l’ordine arriva istantaneamente al fornitore che spedisce al cliente finale: è dropshipping B2B completamente automatizzato e trasparente per il consumatore.

Per le aziende italiane (distributori, grossisti, produttori) che hanno bisogno di digitalizzare la propria rete commerciale senza stravolgere i processi e l’IT esistente, Base Connect è la risposta più concreta.



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